UN ARRIVEDERCI
di Maria Chiara Verderi
Leggendolo adesso mi vengono i brividi: quel giorno ero
rimasta particolarmente commossa alla vista del Presepe preparato da Achille.
Per molti giorni mi ero chiesta: come mai tanta commozione?
Perché ero rimasta così toccata da qualcosa che si ripeteva tutti gli anni?
Mah?
Non sapevo ancora che, di lì a pochissimo tempo, l’Hospice sarebbe
stato chiuso e, a causa del periodo tremendo che tutti noi abbiamo vissuto, si
sarebbe tramutato in reparto Covid.
Noi volontari, ovviamente, venimmo immediatamente invitati a rimanere a
casa e, ancora poco dopo, successe quello che tutti noi ben conosciamo,
purtroppo: il mondo cambiò all’improvviso radicalmente e nulla fu più come
prima.
Il nostro progetto di Fiori di Bach in Hospice si arenò, per
anni.
Poi, poco alla volta il mondo riprese a vivere. Lo sappiamo
tutti: noi esseri umani siamo veramente resistenti.
Abbiamo ricominciato a uscire di casa e a vedere le persone
care. Personalmente ricordo vividamente la prima volta che, con mia figlia,
andai a pranzo in un fast food. Ricordo come mi girasse la testa e come mi
sentissi stranamente fragile e vulnerabile.
A distanza di tanti anni l’Hospice dell’Ospedale Sacco oggi è in altra struttura
ospedaliera, il dirigente è cambiato, le infermiere sono diverse, sembra
davvero un altro mondo. Una cosa però non è cambiata: Achille continua a
sostenere i degenti con i nostri amati Fiori. E questo mi fa davvero felice!
Ci sono tante persone che potranno sentirsi emotivamente meglio in un momento davvero difficile della loro vita grazie alla stupefacente bellezza della filosofia degli Hospice e all’attenzione e alla cura della persona che questa filosofia promuove, grazie alla grandezza dei medici e del personale di questi reparti, grazie all’esercito di volontari che si dedicano con amore al sostegno di chi sta soffrendo e, forse un pochino, grazie anche all’osservazione paziente del mondo emotivo delle persone, che spesso non è facile da decifrare, che l’utilizzo dei Fiori di Bach sollecita e che Achille ormai padroneggia così bene.
Sono onorata di aver potuto trascorrere molti anni in mezzo
a queste persone, ancora non riesco a immaginare come io mi sia potuta meritare
tutto questo.
Al Sacco io ho lasciato un pezzo di cuore, non ci sono
parole per ringraziare il Dirigente, la psicologa, tutte le infermiere e il
Mitico Achille! Siete stati, siete ancora oggi e sarete per sempre nel mio
cuore!
Grazie, davvero grazie!
Maria Chiara
